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Cannes: Lars Von Trier si scusa, ma provoca ancora

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Cannes: Lars Von Trier si scusa, ma provoca ancora

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Ai microfoni di euronews, il regista, espulso dal Festival per aver dichiarato di simpatizzare con Hitler, precisa di aver voluto solo fare una battuta infelice. Ma non rinuncia alle provocazioni.

Ecco la traduzione dell’intervista, che nel video è in versione originale, in inglese:

Wolfgang Spindler, euronews:

Come ha potuto dimenticare e ignorare che fare battute su Hitler e sugli ebrei può essere molto pericoloso?

Lars Von Trier:

Perché faccio tante battute del genere, le faccio in privato. L’unica cosa che ho dimenticato – ed è stato molto stupido – è che mi stavo rivolgendo al mondo. Pensavo che lo stessi facendo bene, quando all’improvviso ho detto qualcosa di idiota. E mi scuso per questo. Forse la soluzione sarebbe che io evitassi le conferenze stampa, perché non è il mio ambiente. Essere diplomatico ed evitare l’umorismo sarebbe negativo per me.

euronews:

Ma essere un artista vuol dire anche andare oltre i limiti, le barriere. In questo caso Lei è stato punito severamente per essere andato oltre.

Lars Von Trier:

Sí, ma di solito le mie provocazioni sono piú intelligenti, perché sono motivate. Ho davvero fatto un errore, una stupidaggine, non avevo motivo di provocare risentimento. E’ stato un errore.

euronews:

Cosa pensa di fare per riconciliarsi con il Festival?

Lars Von Trier:

Mi sono scusato per ció per cui ritenevo giusto scusarmi. Ci sono altre cose per cui non posso scusarmi. Per esempio, c‘è gente che vuole che io dica che Speer non era un grande architetto, ma io penso che lo fosse, e anche se mi hanno chiesto di smentire, non lo faró. Non penso di poter fare di più, oltre a parlare con Thierry Frémaux e Gilles Jacob, i direttori del festival, e se c‘è qualcosa che vogliono che io faccia, ovviamente lo farò. Si dice che il tempo guarisce le ferite.

euronews:

Grazie mille. Le auguro buona fortuna per la sua carriera e tanti altri film in futuro.

Lars Von Trier ringrazia e aggiunge “Sono un comunista”, mentre mostra il pugno su cui c‘è scritto: “Fuck”.