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Spagna verso le amministrative all'ombra degli "indignados"

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Spagna verso le amministrative all'ombra degli "indignados"

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Alla vigilia del giorno di riflessione pre-elettorale, le piazze spagnole si scaldano di nuovo. A iniziare dalla Puerta del Sol, a Madrid, epicentro della protesta, migliaia di giovani – i cosiddetti “indignati” – promettono di continuare una battaglia che dura ormai da giorni. “Chiediamo un cambiamento nella società, un cambiamento che deve scaturire da un cambiamento politico – dice un portavoce del movimento -. Ci vuole maggiore rappresentazione, i politici devono occuparsi di più dei valori sociali e meno del mercato”.

La Giunta elettorale spagnola ha stabilito il divieto di manifestare domani, vigilia del voto per le comunali e regionali. Ma grazie a un passaparola che ha attraversato tutta la Spagna, migliaia di persone hanno ingrossato le file di un movimento che anche il premier José Luis Rodriguez Zapatero sembra in parte giustificare: “Noi sappiamo – ha detto – che i miglioramenti che occorre apportare e che il sostegno di cui i giovani hanno bisogno, specialmente per la disoccupazione, si possono ottenere con il lavoro e con il voto”.

La Spagna ha il più alto tasso di disoccupazione nell’Unione europea, oltre 21 percento. Gli indignati non protestano solo contro la crisi e la classe politica, ma chiedono anche un cambiamento del sistema elettorale, e intendono fare sentire il proprio peso sulle elezioni di domenica, nelle quali si preannuncia una batosta per il governo socialista.