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In Spagna gli indignados forzano il sistema


Redazione di Bruxelles

In Spagna gli indignados forzano il sistema

La rivoluzione degli indignados mette alla prova il sistema spagnolo.

Contro la decisione della Commissione elettorale centrale di vietare i raduni e le manifestazioni di piazza, in coincidenza con le amministrative di domencia, il partito Izquierda Unida ha presentato un ricorso al tribunale supremo. Che si pronuncerà entro la mezzanotte di oggi.

Una studentessa:

“Non immagino il mio futuro in Spagna, mi immagino altrove perché qui è troppo difficile, vorrei andare all’estero, continuerò a studiare, ma non vivrò in Spagna, questo è sicuro”.

Con oltre il 21% di disoccupati, i giovani spagnoli con la loro protesta, che rischia di varcare i confini estendendosi al resto d’Europa, stanno spiazzando i i partiti tradizionali.

Miguel Murado, analista politico:

“Penso sia più di una protesta politica, l’assimilerei a quella che ha interessato il mondo arabo,non a quella greca, diretta contro le misure del governo.

Il governo spagnolo ha varato le misure d’austerità, ma un anno fa, per cui non è la ragione principale”.

Gli indignados denunciano la corruzione della

politica e la ‘collusione’ con le banche, il bipartitismo

‘tossico’ spagnolo, chiedono un sistema di democrazia piu’ diretta e contestano l’impoverimento sociale del paese .

Domenica si terranno le elezioni amministrative, la sconfitta del partito socialista è annunciata.

I giovani sperano di poter manifestare in base al diritto di riunione dei cittadini sancito dalla Corte costituzionale nel 2008.

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