ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Parvaz libera racconta carceri e torture in Siria

Lettura in corso:

Parvaz libera racconta carceri e torture in Siria

Dimensioni di testo Aa Aa

Arrestata in Siria appena giunta a Damasco, il 29 aprile scorso, Dorothy Parvaz, giornalista di Aljazeera, ha passato 3 giorni nelle carceri siriane prima di essere trasferita in Iran. Liberata dopo tre settimane, è una delle rare testimoni della repressione vista da vicino:

“A un certo punto hai voglia di chiuderti le orecchie, non vuoi più sentire perchè diventa troppo. Cioè, hai la sensazione che non finisca mai. Da metà mattina fino a notte fonda, a ripetizione, sentire sempre e solo picchiare e urlare, piangere. Vuoi coprirti le orecchie. Ma qualcuno che ascolta questa gente ci deve essere, qualcuno bisogna che capisca cosa stanno passando. E se tutti quanti si coprono le orecchie… Mi pare che la Siria voglia proprio questo: che nessuno ascolti”.

I giornalisti esteri non sono ammessi in Siria, motivo per cui la copertura internazionale si basa esclusivamente su immagini amatoriali, con tutte le difficoltà annesse per quanto riguarda l’attendibilità delle immagini. Questa giungono da Deraa, il primo focolaio delle proteste contro il regime di Bashar Al Assad.