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Strauss-Kahn, l'opzione dimissioni tra pressioni e cautele

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Strauss-Kahn, l'opzione dimissioni tra pressioni e cautele

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All’annuale Forum economico che si è svolto oggi a Bruxelles, l’argomento in agenda – ripensare la politica finanziaria in Europa – è stato sorpassato dall’attualità. I leader europei sono però ancora restii ad esprimersi pubblicamente sull’eventualità che il numero uno del Fondo monetario internazionale abbandoni la sua poltrona.

Olli Rehn, Commissario europeo agli Affari economici e monetari: “Non ho nessun commento da fare. L’inchiesta sta andando avanti secondo le regole del diritto, pertanto non ritengo opportuno prendere posizione sull’argomento in questo momento”.

Contrariamente a Washington che, tramite il Segretario al Tesoro Timothy Geithner, ha evocato la necessità delle dimissioni, le altre posizioni rimangono tendenzialmente caute, e non solo quelle europee.

Angel Gurria, Segretario generale dell’OECD: “Non ci sono posti vacanti per ora, si continua a lavorare”.

Victor Constancio, Vice Presidente della Banca centrale europea: “L’istituzione funziona al di là degli individui che la compongono. Il Fondo monetario internazionale è un’organizzazione molto solida e tutto va avanti normalmente”.

Il Consiglio di amministrazione del FMI, l’unico ad avere l’autorità di rimuovere Strauss-Kahn, avrebbe cercato di contattare il numero uno in carcere. E se un alto funzionario dell’istituzione ha auspicato che sia lui stesso a rassegnare le dimissioni, c‘è chi conferma posizioni divergenti in seno all’organizzazione.