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DSK, immagini in manette fanno discutere

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DSK, immagini in manette fanno discutere

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Lo scandalo DSK ha posto i media internazionali, e in particolare quelli francesi, davanti a una questione etica già dibattuta in passato e tornata ora d’attualità. Fino a che punto il diritto di cronaca puó legittimare l’esibizione degli arrestati?

L’avvocato di Strauss-Kahn minaccia di denunciare i media francesi che hanno trasmesso le immagini del suo cliente ammanettato: “Se c‘è una violazione della legge puó essere perseguita. Decideremo se farlo nei prossimi due o tre giorni.”

Fino a che punto ci si puó spingere nel diffondere immagini che molti giudicano umilianti? La legge francese ha una risposta chiara a questa domanda. In nome della presunzione d’innocenza, è vietato mostrare persone che non siano state ancora condannate, in manette o in una condizione degradante.

La legge è stata cambiata il 15 giugno 2000, per volontà di Elizabeth Guigou. Oggi l’ex ministro della giustizia chiama in causa il legame tra i giudici e i media americani: “Credo sia molto importante sottolineare che il procuratore, il giudice, sono stati eletti e puntano ad essere rieletti, in questa o in altre funzioni. Non possono essere indifferenti al fatto che le telecamere di tutto il mondo siano presenti e mostrino ció che sta succedendo.”

Il procuratore Cyrus Vance, noto per la sua lotta contro i crimini dei colletti bianchi, ha lasciato che le telecamere americane indugiassero sui primi piani del volto dell’uomo che molti giornali statunitensi hanno già giudicato colpevole.

DSK, esibito in manette, si è ritrovato oggetto di un’abitudine molto diffusa negli Stati Uniti: il cosiddetto perp walk, la passeggiata dell’accusato, di cui hanno fatto le spese Bernard Maddoff e Michael Jackson prima di DSK. Questa pratica, resa popolare da Rudolph Giuliani quando era procuratore federale a Manhattan, viene spesso usata per mettere alla berlina gli arrestati ricchi e famosi.

Venerdí, quando Strauss Kahn comparirà davanti al gran giurí, gli americani lo esporranno di nuovo al pubblico? E i media francesi come si comporteranno? Il Consiglio Superiore dell’Audiovisivo ha chiesto loro di non diffondere immagini degradanti, ma le esigenze del diritto all’informazione e le pressioni della concorrenza rendono il loro margine di manovra piuttosto ristretto.