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Da Usa sanzioni contro Assad, in Siria prosegue repressione

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Da Usa sanzioni contro Assad, in Siria prosegue repressione

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Le forze di sicurezza continuano a sparare sulla popolazione in Siria. Almeno otto persone sono state uccise a Tall Kalakh, assediata da giorni dall’esercito di Damasco.

Semplici errori per il presidente Bashar al Assad che annuncia un periodo di addestramento per i militari. Un atteggiamento che fa intervenire Washington: la Casa Bianca ha annunciato sanzioni contro il presidente e sei dei suoi principali collaboratori per abusi nei diritti umani.

Anche L’Unione europea darà il via libera al bando dei visti ed al congelamento dei beni per il leader di Damasco. In precedenza, Bruxelles aveva già emesso sanzioni simili verso 13 esponenti del regime.

I ribelli, intanto, proseguono nella protesta. L’opposizione al regime ha indetto uno sciopero generale. Homs ha risposto all’appello, più fredda la reazione a Damasco.

Un’imponente mobilitazione è stata organizzata all’Università di Aleppo, da dove sono arrivate notizie di molti arresti. Inoltre, sarebbero stati celebrati a Deraa, nel sud del paese, i funerali delle vittime sepolte nella fossa comune scoperta nelle ultime ore nella città e di cui Damasco ha negato l’esistenza.

Sono oltre 850 le persone uccise dall’inizio della rivolta in Siria, secondo le organizzazioni per i diritti umani. Almeno 8000 gli arresti.