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DSK, uno scandalo mediatico

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DSK, uno scandalo mediatico

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Lo stupore per l’arresto di Dominique Strauss-Kahn cede il passo all’indignazione in Francia. Le immagini del direttore del Fondo monetario internazionale ammanettato, non rasato e visibilmente provato di fronte alla giudice americana, hanno fatto gridare molti al linciaggio mediatico.

Gli avvocati di Dsk, stanno valutando se sporgere denuncia contro i media francesi. L’ex ministro della giustizia Elisabeth Gigou, da cui l’omonima legge sulla presunzione di innocenza, ha dichiarato che le foto e i video di questi giorni sono lesivi della dignità umana.

Il Consiglio Superiore dell’Audiovisivo ha chiesto ai media di agire con serietà. Le televisioni francesi, di fronte alle polemiche, replicano che si tratta di “diritto di informazione”.

Euronews ha intervistato in collegamento da Parigi Bruno Jeudy, caporedattore del Journal du Dimanche. La prima domanda riguarda gli aspetti politici e diplomatici della questione. E’ un’umiliazione per la Francia in particolare e la politica francese in generale?

Bruno Jeudy. Le Journal du Dimanche

Sí, senza dubbio è un’umiliazione per il Partito Socialista, per il Fondo Monetario Internazionale e anche per la Francia, vista l’importanza di Dominique Strauss-Kahn, che solo 72 ore fa era uno dei personaggi piú potenti e oggi è in prigione.

Farouk Atig. euronews

Bruno Jeudy, il minimo che si possa dire è che i media americani nella loro grande maggioranza non ci sono andati leggeri con DSK. Molti di loro lo considerano già colpevole, benché benefici ancora della presunzione d’innocenza.

Bruno Jeudy. Le Journal du Dimanche

E’ abbastanza scioccante per noi francesi, che siamo piuttosto legati alla presunzione d’innocenza e che abbiamo un sistema totalmente diverso sul piano giudiziario. Il sistema americano è un sistema molto rapido, con una procedura accusatoria che mette in scena in modo molto spettacolare il sospettato, trasformato in colpevole, mostrato ammanettato, con immagini anche dall’interno del tribunale, cosa assolutamente vietata in Francia. In Francia una legge, che è stata votata dalla socialista Elisabeth Guigou, vieta le fotografie

degli arrestati ammanettati. Quindi, è vero che è un sistema che puó scioccare i francesi, ma che allo stesso tempo protegge la vittima. Effettivamente si vede anche che negli Stati Uniti, che si sia potenti o semplici cameriere, si viene trattati nello stesso modo. Ci si puó chiedere se sarebbe stato cosí anche in Francia, in un contesto del genere. Non ne sono sicuro.

Farouk Atig. euronews

Restiamo sul piano mediatico e facciamo un paragone con la Francia, dato che alcuni giornali americani rimproverano a testate francesi di essersi mostrate compiacenti in questa storia. Cosa ne pensa Lei, che è caporedattore del Journal du Dimanche?

Bruno Jeudy. Le Journal du Dimanche

Penso che una parte della stampa sia rimasta stupefatta e si sia detta: è assolutamente incredibile che DSK, a qualche mese dalle presidenzali, abbia potuto fare una cosa del genere. Beh, il fatto è che siamo passati da DSK arrestato a DSK accusato e da DSK ammanettato a DSK incarcerato.

Quindi il dossier sembra molto pesante, a quanto dice la polizia americana. Adesso bisogna attendere la versione di DSK. E’ la differenza dei tempi nelle diverse versioni che fa sí che in Francia ci sia una parte della stampa che senza dubbio ha trattato la questione in modo molto prudente, tirandosi indietro, persino proteggendo – secondo qualcuno – DSK.

Farouk Atig. euronews

Grazie a Bruno Jeudy, caporedattore del Journal du Dimanche a Parigi, per aver risposto alle domande di euronews.