ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Chiarimenti sul caso Strauss-Kahn

Lettura in corso:

Chiarimenti sul caso Strauss-Kahn

Dimensioni di testo Aa Aa

Il giornalista francese Jean Qatremer, specialista in Affari europei e diritto, non crede alla tesi del complotto. Intervistato da Sergio Cantone si sofferma sulle differenze del concetto di stupro in Francia e negli Stati Uniti.

“La definizione di stupro negli Stati Uniti è molto più larga che in Francia. C‘è un precedente anche in Svezia, con il caso Assange-Wikileaks, in cui Assange è accusato di stupro, ma da noi quel reato non sarebbe considerato tale. In Svezia occorre che una donna dica no, o non sia esplicitamente consenziente, perché l’atto sessuale sia considerato “stupro”. Negli Stati Uniti la molestia sessuale implica molte cose: può essere anche fissare una donna in modo troppo insistente. Mentre noi francesi percepiamo il tentato stupro come qualcosa di estremamente violento in cui la vittima è stata picchiata, o le sono stati strappati vestiti. Ma può essere molto meno di questo. Quindi bisogna fare attenzione alle parole che vengono utilizzate da una parte e dall’altra dell’Atlantico, perché non sono esattamente le stesse, e soprattutto negli Stati Uniti sono senza pietà su tutto ciò che non rispetta l’ugualianza tra uomo e donna”.

Sergio Cantone: Qualcuno potrebbe avere approfittato di questa differenza culturale e delle debolezze di Strauss-Kahn politicamente parlando?

-“Non credo assolutamente alla tesi del complotto. E’ inimmaginabile che qualcuno abbia teso una trappola a Strauss-Kahn. E in più, se così fosse stato, comunque lui è caduto nel tranello, il che è gi� un errore. Abbiamo appreso che si è trattato di una cameriera che lavorava nell’hotel da tre anni, è un’immigrata, della Guinea, sembra. Quindi è evidente che la tesi della manipolazione non tiene un secondo. C‘è altro”.