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"Naqba" macchiata di sangue in Medioriente

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"Naqba" macchiata di sangue in Medioriente

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I militari israeliani hanno aperto il fuoco contro i manifestanti palestinesi nel giorno dell’anniversario della creazione dello Stato di Israele, soprannominato dai palestinesi “Naqba”, “la catastrofe”.

Nelle alture del Golan, territorio Siriano controllato da Israele, una cinquantina di profughi palestinesi hanno oltrepassato la frontiera scatenando la risposta armata israeliana. Il bilancio è di almeno quattro morti in una zona in cui non si verificavano scontri da quasi quarant’anni.

Lo stesso è accaduto al confine con il Libano, dove le vittime sarebbero una decina. Migliaia di rifugiati si sono ammassati alla frontiera, una zona militare off limits, per una marcia battezzata “per il ritorno della Plaestina”.

L’esercito ha dichiarato di aver sparato in aria per disperdere la folla, ma oltre ai morti si contano almeno un centinaio di feriti.

Altri scontri in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, durante una manifestazione verso Erez. Anche qui ci sono almeno un morto e una cinquantina di feriti. Disordini anche a Gerusalemme.

La Naqba viene commemorata ogni anno dal 15 maggio 1948, data di nascita dello Stato di Israele che coincide con l’estremossione palestinese dalle proprie terre.

Nel 1951 gli Arabi espulsi da Israele erano 711.000, oggi i loro discendenti sono oltre quattro milioni, secondo l’Onu.