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Gheddafi sfida la Nato, Alleanza ammette raid a Brega

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Gheddafi sfida la Nato, Alleanza ammette raid a Brega

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Gheddafi è vivo e non ha intenzione di scappare. Il rais interviene con un messaggio audio e mette a tacere le voci che avevano portato Franco Frattini a parlare di un colonnello ferito e in fuga dalla capitale.

“Sono in un posto in cui non potete raggiungermi, perché vivo nel cuore di milioni di libici – ha detto il leader libico alla tv – E anche se uccidete il mio corpo, la mia anima resterà nei loro cuori”.

Anche il portavoce del regime, Mussa Ibrahim, si è affrettato a rassicurare sulle condizioni di Gheddafi: “Il leader è in ottima salute. Con il morale e lo spirito alti. È a Tripoli, sta portando avanti la lotta e sta guidando il paese giorno dopo giorno, ma i tempi di quella dichiarazione puntavano a coprire il crimine orrendo commesso nelle prime ore di questa mattina contro il nostro imam”.

La Corte Penale Internazionale chiederà tre mandati di arresto per Gheddafi, il figlio Saif al Islam e il capo dei servizi segreti per crimini contro l’umanità.

La Nato, invece, ammette di aver autorizzato il raid su Brega nel quale hanno perso la vita 11 persone.