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Per Amnesty International "Sui diritti umani Teheran viola le convenzioni internazionali"

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Per Amnesty International "Sui diritti umani Teheran viola le convenzioni internazionali"

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Arrivata al cinquantesimo anniversario dalla nascita, Amnesty International, ha pubblicato l’ultimo rapporto, riferito al 2010, sullo stato dei diritti umani nel mondo.

Come da diversi anni a questa parte, Cina e Iran risultano i paesi con il maggior numero di esecuzioni.

Da Londra, abbiamo intervistato Drewey Dyke, responsabile per Amnesty International dell’inchiesta sull’Iran:

Euronews: Quali sono i problemi che sorgono con i paesi che sistematicamente violano i diritti umani, in particolare l’Iran? Come rispondono ai vostri richiami?

D. Dyke: Il punto centrale da capire è se un paese

ha davvero la volontà di rispettare i diritti umani.

Quindi la questione da chiedersi è: questi paesi sono davvero intenzionati a rispettare le leggi internazionali?

Nel caso dell’Iran noi abbiamo inviato regolarmente il rapporto con un richiamo scritto. Ma non abbiamo ricevuto risposte. le autorità non vogliono parlare con noi.

Euronews: Come valuta la condizione degli attivisti e dei partiti politici in Iran?

D. Dyke: Da due anni chi si batte per la difesa dei diritti umani, includendo giornalisti e studenti, sta subendo un giro di vite. Il livello di repressione non è mai diminuto dalla contestazione dopo lo svolgimento delle elezioni. Ecco perchè molti attivisti, anche avvocati stanno fuggendo dal paese.

Euronews:L’Iran compare come il secondo paese al mondo per il maggior numero di condanne a morte. Il paese sostiene che sono pene inflitte sulla base delle leggi locali e nel rispetto del codice penale islamico. Cosa pensa di questa spiegazione?

D. Dyke: Anche se fossero condanne eseguite sulla base delle leggi locali non sono pene che rispettano le convenzioni internazionali, che l’Iran ha sottoscritto. Le autorità non stanno nemmeno applicando le leggi interne quando vengono messi a morte dei delinquenti minorenni. Un altro esempio sono i procedimenti legali per processi equi che vengono constantemente ignorati e violati. Purtroppo nelle condanne a morte non rispettano nemmeno le loro leggi interne.”

Euronews: Le ONG non hanno il potere di intervenire contro le violazioni. Quale può essere la soluzione? Vi aspettate che le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite vi diano più potere?

D.Dyke: Per sostenere e promuovere il rispetto dei diritti umani cerchiamo l’appoggio di cittadini e delle nazioni che come noi lottano per la libertà e per i diritti.

Se una nazione esprime la ferma volontà di abolire la pena di morte dal proprio paese, prima o poi riuscirà a farlo.