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Attentato in Pakistan: centinaia i morti e i feriti

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Attentato in Pakistan: centinaia i morti e i feriti

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È solo la prima vendetta per la morte di Osama bin Laden. Ce se saranno altre.

Queste le minacce dei taleban che stamani nel Pakistan del nord hanno ucciso una novantina di persone in un duplice attentato. Almeno 140 i feriti, di cui molti tra la vita e la morte.La rivendicazione arriva via telefono:

“Qualunque cosa sia successa oggi, noi taleban del Pakistan ce ne assumiamo la responsabilità.

Crediamo che la polizia e l’esercito del Pakistan non proteggano i musulmani ma che il loro compito sia eliminare i mujahidin”.

Una rappresaglia contro Islamabad, accusata di complicità nell’uccisione del leader di Al Qaeda.

A scatenare l’attacco, due kamikaze che si sono fatti esplodere, prima uno e poi l’altro, tra le reclute delle Guardie di frontiera nella base del distretto di Charsadda, a circa 35 chilometri da Peshawar.

Sempre nel nord, a Lahore, centinaia di avvocati sono scesi in piazza contro le autorità pakistane e gli Stati Uniti, che accusano di aver violato le leggi internazionali e la sovranità nazionale.

“È necessario astenersi dal compiere queste pessime azioni”, commenta l’avvocato Mohammad Yahya Johar, “e non commetterle in Pakistan”.

E davanti alla sede dell’Alta Corte hanno partecipato a una preghiera dedicata a Bin Laden.

Sono almeno 4.300 le vittime degli attentati nel paese degli ultimi 4 anni.

“È necessario astenersi dal compiere queste pessime azioni”, commenta l’avvocato Mohammad Yahya Johar, “e non commetterle in Pakistan”.