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Reazioni contrastanti alla condanna di Demjanjuk

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Reazioni contrastanti alla condanna di Demjanjuk

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Prime reazioni a caldo dopo la condanna di John Demjanjuk in Germania.

Un processo lungo 18 mesi che lui ha seguito in silenzio, nascosto dietro lenti scure, alla presenza dei familiari delle vittime di Sobibor: “Il fatto che lui non abbia parlato lo rende solo più debole, perché ha paura di parlare e non vuole farlo”, commenta una di loro, Vera Dejong, “Non è riuscito a guardarci negli occhi. Noi possiamo, ma lui non ci ha guardato”.

Delusione in Israele per il rilascio in considerazione dell’età avanzata. Anche se per Efraim Zuroff, direttore del centro Simon Wiesenthal, la sentenza mantiene un forte valore simbolico: “È un messaggio importante sulla responsabilità europea nell’Olocausto. Infine è molto importante a livello educativo che vengano a galla ancora oggi i fatti della Shoah, soprattutto in un momento in cui proprio questi fatti vengono rimessi in discussione”.