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Nazismo: Demjanjuk condannato ma libero per l'età

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Nazismo: Demjanjuk condannato ma libero per l'età

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Libero anche se condannato a 5 anni il 91enne John Demjanjuk. Per il tribunale di Monaco di Baviera è troppo anziano per finire dietro le sbarre.

Ma è stato comunque complice dei nazisti nella morte di quasi 28 mila ebrei del campo di prigionia di Sobibor, in Polonia.

Fu uno dei guardiani di quel campo, per sei mesi, nel 1943. A testimoniarlo, solo una carta d’identità che è un falso, ha detto la sua difesa. Ma anche se fosse, ha aggiunto, avrebbe agito sotto coercizione in quanto soldato dell’Armata rossa fatto prigioniero.

Demjanjuk, apolide di origini ucraine, ha già scontato otto anni di carcere in Israele, accusato di aver lavorato anche nel campo di sterminio di Treblinka.

Condannato a morte nel 1988, è stato poi assolto dalla Corte suprema israeliana per dubbi sulla sua identità.

“Mi manca mia moglie”, disse Demjanjuk in quell’occasione, “voglio tornare a casa”.

Dagli anni ’50, viveva negli Stati Uniti. Washington gli ha poi tolto la nazionalità nel 2002 e lo ha espulso due anni fa, dopo una lunga battaglia giudiziaria portata avanti dalla famiglia in ragione delle precarie condizioni di salute.

Ma la sua vicenda non è ancora conclusa: ora è Madrid a reclamare la sua estradizione per complicità nella morte di prigionieri spagnoli in un terzo campo.

Quello di Monaco è stato uno degli ultimi processi a ex criminali nazisti: un altro è appena iniziato in Ungheria, a carico del 97enne Sandor Kepiro.

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