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L'europarlamento critica Ashton

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L'europarlamento critica Ashton

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Strasburgo accoglie con scetticismo la proposta di Cathrine Ashton di aprire un ufficio di rappresentanza a Bengasi.

La baronessa, a capo della diplomazia europea, ha fatto l’annuncio in prima assoluta di fronte al palramwento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, cercando di addolcire la platea da cui si levano le più aspre critiche nei confronti del suo operato.

Catherine Ashton, capo della diplomazia europea:

“Una delle cose più importanti è che ascoltiamo. Riflettendo a come intervenire in Egitto e Tunisia, a come aiutare la gente di questi Paesi a prendere le redini del proprio destino, dobbiamo ascoltare e rispondere a una certa necesità”.

Quasi due anni fa, il capogruppo dei socialdemocratici europei si schierò a favore della sua nomina, oggi Martin Schulz la difende ancora, accusando le cancellerie dei singoli stati membri.

Martin Schulz, capogruppo dei Socialdemocratici europei:

“Il maggior ostacolo per lei sono i ministri degli Esteri come Guido Westerwelle in Germania, William Hague a Londra, or Alain Juppé a Parigi o chiunque pensi che viene prima il mio Paese e poi l’Europa e lei deve cercare di rovesciare il concetto”.

Gli eurodeputati chiedono alla signora Ashton uno sforzo maggiore per fare uscire l’Unione dalla sua condizione di nano politico.

Ecco come la vede il co-capogruppo dei Verdi Daniel Cohn-Bendit:

Daniel COHN-BENDIT, co-presidente dei Verdi al parlamento europeo:

“Temo che il problema sia che la signora Ashton si prenda come coordinatrice io ritengo che lei debba invece animare, prendere posizione, se necessario criticare gli stati membri perché il problema della politica estera è l’unanimità e con questa storia dell’unanimità non si avanza più”.

Molti eurodeputati ammettono che Cathrine Ashton ha la missione impossibile di unificare la politica estera dei 27, a dispetto di una reale frustrazione sentita da molti per il fatto che l’Unione non sia in grado di pesare di più sullo scenario internazionale.