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Allarme caldo in Europa. Gli esperti cauti sulle previsioni

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Allarme caldo in Europa. Gli esperti cauti sulle previsioni

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Nell’Italia del Nord, temperature dai due ai quattro gradi e mezzo oltre la media stagionale fanno parlare Coldiretti di quarto aprile più caldo dal 1801. Un dato in buona parte imputabile alla drastica riduzione delle piogge, che di recente hanno disertato anche altri paesi europei.

Dopo le prime avvisaglie a febbraio, il fenomeno si è andato sempre più accentuando nelle ultime settimane.

“Un’enorme massa di alta pressione – ci spiega al telfono Omar Baddour, dell’Organizzazione Meteorologica mondiale – ha bloccato il normale sviluppo delle perturbazioni meteorologiche da ovest ad est. Di conseguenza ne è risultata una diminuzione della concentrazione nuvolosa e dei fenomeni piovosi”.

Timore di molti è ora che si vada incontro a una replica dell’emergenza, vissuta nell’estate del 2003. Temperature record che soltanto in Francia avevano fatto 14.000 vittime e che all’agricoltura europea erano costate perdite per circa 13 miliardi di euro.

“Siamo ancora in primavera – dice ancora Baddour -. Rispetto alla siccità del 2003, intervenuta nel periodo estivo, le dinamiche sono quindi diverse. Di solito, i picchi di calore che colpiscono l’Europa in quei mesi provengono dal Sahara e dall’Africa del Nord. Si tratta però di fenomeni ancora in via di definizione e non possiamo quindi dire se questo trend si protrarrà anche nei mesi estivi”.

A risentire delle temperature record sono intanto anche i consumatori. Una prima stima dalla Svizzera identifica nel 15%, l’incremento del prezzo del grano registrato in Nord Europa, in appena un mese.