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Schengen: gli eurodeputati criticano Bruxelles

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Schengen: gli eurodeputati criticano Bruxelles

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La nuova ondata di immigrati ha colto l’Europa di sorpresa.

Impreparati i 27 non sono riusciti a trovare un’intesa, indossando la maschera più improbabile che avevan hanno ancora una volta bussato alle porte della Commissione per trovare una soluzione.

L’atteggiamento possibilista di Bruxelles di fronte alle richieste di Parigi di ripristinare i controlli alle frontiere, malgrado Schengen, ha raccolto critiche e sostegno al parlamento europeo.

Franziska Keller del gruppo dei Verdi:

“Al momento la Commissione non è chiara per niente: ha parlato di situazioni di emergenza senza però definire quali sono questi casi. Sono preoccupata che possa dare vita a diverse eccezioni, possono essere tanti i casi in cui i controlli alle frontiere possono essere reintrodotti e potrebbe tradursi in un grande pericolo per uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea”.

Daniel Cohn-Bendit si è speso a favore dei visti temporanei, più indulgente nei confronti della Commissione, Joseph Daul,parlamentare popolare che al Parlamento di Strasburgo difende comunque i colori della Francia.

Joseph Daul del partito popolare:

“Per Me Schengen è positivo, se c‘è qualche miglioramento tecnico da fare non è un problema, si può sempre migliorare, ma non abbiamo bisogno di cambaire Schengen , abbiamo bisogno di applicarlo e ciascun Paese può fare dei controlli”.

Controlli che, malgrado Schengen, possono essere ripristinati in caso di minaccia all’ordine pubblico. La Commissione lo scorso 4 maggio ha proposto di aggiungere i casi in cui un paese non sia in grado di garantire la sicurezza delle proprie frontiere esterne o il caso di un’ondata migratoria massiccia.