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Raid su Tripoli, Nato non conferma notizie su Gheddafi

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Raid su Tripoli, Nato non conferma notizie su Gheddafi

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Le voci su una presunta morte di Gheddafi circolano da giorni, ma la Nato dice di non avere prove e insiste: il leader libico non è un obiettivo dei raid. All’indomani dei violenti bombardamenti su Tripoli, l’Alleanza Atlantica dice di non sapere dove il Rais si trovi. Sta di fatto che Gheddafi non appare in pubblico da fine aprile.

La notte scorsa la Nato ha sferrato una decina di raid in tre ore. Un portavoce del governo libico smentisce che sia stato colpito il bunker del Colonnello. Tra i luoghi colpiti ci sono anche la sede della commissione governativa per l’infanzia, ed alcune sedi militari, circondate però anche da edifici civili.

Nell’offensiva sono rimasti feriti alcuni bambini, secondo le autorità libiche. Il brigadiere generale Claudio Gabellini, responsabile della pianificazione operativa dell’operazione ‘Unified protector’: “La Nato non prende di mira individui. Nessun individuo rappresenta un obiettivo per la Nato – ha detto -. Cerchiamo solo di colpire centri di comando e controllo. Noi vogliamo fermare Gheddafi e impedire che ordini ai suoi di continuare a massacrare civili e a impedire che gli aiuti umanitari arrivino nel Paese”.

Ad Agedabia gli insorti sfoggiano armi che per ora non bastano a sconfiggere Gheddafi. E la linea del fronte resta indefinita, come il numero dei morti del conflitto, che sarebbero migliaia. Senza contare quanti cercano di fuggire su barconi di fortuna senza spesso raggiungere l’agognata meta.