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Costa d'Avorio: fossa comune ad Abidjan

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Costa d'Avorio: fossa comune ad Abidjan

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L’orrore continua in Costa d’Avorio. Mentre il ministero della Difesa annuncia l’uccisione di 120 civili tra il 5 e 6 maggio da parte di milizie fedeli all’ex Presidente Laurent Gbagbo, l’Onu conferma la scoperta di 68 cadaveri in una serie di fosse comuni nel quartiere Yopugon, ad Abidjan.

La mattanza risale al 12 aprile scorso ed è opera dei militanti fedeli a Gbagbo che hanno agito in abiti civili e armati di kalashnikov.

“Gbagbo è stato arrestato lunedì” racconta un testimone. “Martedì tutti erano in casa, anche i bambini, quando hanno cominciato ad abbattere le porte. Chi tentava di scappare veniva inseguito e ammazzato”.

Domenica la moglie di Gbagbo è stata sentita dal procuratore della Repubblica di Abidjan nel quadro dell’inchiesta preliminare che vede lei e l’ex Presidente accusati di violenza, concussione, incitamento all’odio. Nei disordini seguiti alle presidenziali di novembre 2010 sono morte almeno 3.000 persone. Non sono esenti d’accuse i militanti fedeli ad Alassane Ouattara: avrebbero ucciso almeno 800 persone in un unico villaggio il mese scorso, secondo la Croce Rossa Internazionale.