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The Guardian accusa: migranti abbandonati

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The Guardian accusa: migranti abbandonati

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Un dramma senza fine quello degli immigrati che cercano di raggiungere l’Europa, via Lampedusa. Tre corpi privi di vita sono stati ripescati sotto il barcone che nel fine settimana si era incagliato sull’isola siciliana. A bordo 528 persone. Una catena umana era riuscita a trarle in salvo. Tutte tranne tre.

Una sorte che tocca a molti di coloro che fuggono dal nord Africa e che non raggiungeranno mai l’Europa. 800 i morti soltanto nell’ultimo mese.

E ora la vicenda di 61 vittime che sta facendo discutere.

È stato The Guardian, nella sua edizione domenicale a rivelare una storia agghiacciante. 61 migranti, partiti a marzo dalla Libia, sarebbero morti di fame e di sete, abbandonati da tutti. I migranti, tra cui 20 donne e due bambini, in maggioranza etiopi avrebbero perso la vita a causa dell’indifferenza e forse della burocrazia.

Ecco la loro storia, così come la racconta il quotidiano britannico, dopo aver svolto un’indagine.

Alla partenza da Tripoli, lo scorso 25 marzo, si imbarcano in 72. Poco dopo il barcone resta senza carburante a causa di un’avaria.

Grazie a un telefono satellitare i migranti riescono a chiamare un sacerdote etiope a Roma, il quale avvisa la Guardia Costiera italiana. La capitaneria di Porto dichiarerà più tardi di aver avvertito Malta che il barcone era in acque maltesi, ma La Valletta smentisce.

Comunque sia, poco dopo un elicottero militare, non si sa di che nazionalità, sorvola l’imbarcazione, gettando bottiglie d’acqua e biscotti e assicurando alle persone che i soccorsi sarebbero presto arrivati.

Ma non è così. Verso il 29 marzo i migranti avvistano una portarei della Nato. Due jet decollano e le persone sollevano i bambini verso l’alto per attirare l’attenzione.

Ma non accade nulla e la portaerei se ne va.

Senza acqua ne cibo, gli occupanti dell’imbarcazione muoiono tutti, uno dopo l’altro. Il 10 aprile il barcone si incaglia su una spiaggia libica. Undici persone riescono a sopravvivere.

Secondo The Guardian la portaerei in questione sarebbe stata la francese Charles de Gaulle. Parigi nega. Anche la Nato smentisce la vicenda sostenendo di non aver avuto alcun mezzo in zona al momento della tragedia. Nessun Paese riconosce di aver preso contatto con il barcone. Il mistero resta fitto.