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Siria, centinaia di arresti e città presidiate

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Siria, centinaia di arresti e città presidiate

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Si contano a centinaia gli arresti in corso da lunedì mattina a Homs e in altre città della Siria, dove il contestato presidente Bashar al Assad ha rafforzato la presenza dell’esercito per tentare di reprimere una rivolta che perdura ormai da quasi due mesi.

Secono l’Osservatorio nazionale per la difesa dei diritti umani in Siria, sarebbero poco meno di ottomila le persone arrestate dall’inizio della proteste, il 18 marzo scorso. Un bilancio difficile da confermare, dal momento che la Siria ha chiuso le porte ai giornalisti stranieri.

Le città di Homs e di Banias, sulla costa mediterranea, e i sobborghi di Muadamiya e Daraya, a sud ovest di Damasco, sono da giorni assediate dall’esercito: interrotta l’elettricità, l’acqua corrente e le linee telefoniche.

I militari sono penetrati in diverse zone residenziali: operazioni che non hanno mancato di provocare vittime tra gli abitanti. Dall’inizio della rivolta, sarebbero stati uccisi più di 600 civili e un centinaio di soldati e agenti di polizia.

La tv di stato ha mostrato le immagini dei funerali di quattro militari che hanno perso la vita a Homs, in quello che le autorità siriane attribuiscono all’attacco di gruppi terroristici.