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Pakistan: non siamo complici di al-Qaeda

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Pakistan: non siamo complici di al-Qaeda

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Non siamo complici di al-Qaeda. Lo ha detto il premier pachistano Raza Youssuf Gilani in Parlamento, sotto il tiro incrociato delle critiche interne ed esterne per la vicenda Bin Laden.

E promette un’inchiesta sulle disfunzioni che hanno permesso al leader di al-Qaeda di vivere per 5 anni in Pakistan: “Le accuse di complicità o incompetenza sono assurde. Respingiamo con forza tali accuse. Si tratta di speculazioni negative tese a creare scoraggiamento. Siamo determinati ad andare fino in fondo per chiarire il come, il quando e il perché della presenza di Osama Bin Laden ad Abbottabad. Un’inchiesta è stata ordinata”.

Gilani, avvertito da Washington solo a blitz già iniziato, condanna l’azione unilaterale degli Stati Uniti in territorio pachistano che, avverte, no nresterà senza conseguenze: “I droni sono uno strumento per combattere il terrorismo ma, come abbiamo detto più volte, questi attacchi rappresentano una violazione della sovranità del Pakistan e sono controproducenti. Ed è su questa questione operativa che ci sono divergenze con gli Stati Uniti”.

L’opposizione intanto chiede la sue dimissioni e quelle del presidente Asif Ali Zardari.

Chiarezza è stata chiesta anche dagli Stati Uniti che intendono interrogare le 3 vedove del leader ucciso dai Navy Seals e che sono sotto custodia pachistana. Permesso non accordato per ora da Islamabad.