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A Misurata una "carneficina", testimoni

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A Misurata una "carneficina", testimoni

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L’Onu oggi fa il punto sulla situazione in Libia, mentre sul terreno i combattimenti continuano, e la situazione umanitaria peggiora. Video amatoriali mostrano presunti scontri tra gli insorti e le forze fedeli a Muammar Gheddafi nelle zone montuose nella parte occidentale del Paese.

Human Rights Watch accusa le forze lealiste di perpetrare attacchi indiscriminati in aree residenziali. Nelle ultime quattro settimane, oltre 40.000 persone hanno attraversato il confine proprio da queste zone. Chi arriva in Tunisia racconta di quanti sono rimasti in Libia e delle difficoltà a trovare cibo, acqua, medicinali.

La linea del fronte rimane fluida. I combattimenti ancora una volta si concentrano a Misurata, l’enclave degli insorti stretta tra Tripoli e Sirte.

Nonostante l’ottimismo della Nato sull’evolversi della situazione, la città occidentale resta sotto assedio, lo è da ormai oltre due mesi. Testimoni parlano di una carneficina.

A Bengasi, loro bastione orientale, gli insorti si addestrano per affrontare Gheddafi e cercare di sconfiggerlo. Ma continuano a chiedere il sostegno della comunità internazionale, da cui vogliono armi per combattere il rais.