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Venerdì di sangue in Siria. La Casa Bianca alza la voce

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Venerdì di sangue in Siria. La Casa Bianca alza la voce

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Damasco affoga nel sangue il venerdì della sfida e la comunità internazionale risponde facendo la voce grossa. Almeno una trentina le vittime contate dalle organizzazioni per i diritti umani in occasione dell’ottavo venerdì di protesta, organizzato in Siria contro il regime del presidente Bashar Al Assad.

Testimoni sul campo sono tornati a parlare di cecchini sui tetti e hanno smentito il ritiro delle forze armate da Deraa annunciato dal governo.

Le vittime si sono concentrate soprattutto nelle città Hama e Homs. In quest’ultima, come a Bania e nella periferia di Damasco, sarebbe sempre piu massiccia la presenza di blindati dell’esercito.

A un bilancio che in un mese e mezzo di proteste ha superato i 500 morti, l’Onu ha risposto ordinando l’invio di osservatori umanitari e la Casa Bianca minacciando “una forte risposta internazionale”. Martedì dovrebbero poi entrare in vigore le sanzioni contro 14 esponenti dell’entourage del presidente siriano, approvate a Bruxelles dagli ambasciatori dei 27.