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Siria: cortei dispersi con l'uso delle armi, morti a Homs

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Siria: cortei dispersi con l'uso delle armi, morti a Homs

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Il venerdì della sfida al regime siriano finisce nel sangue. La polizia ha aperto il fuoco sui dimostranti nei pressi di Damasco e Homs provocando numerosi feriti e almeno 5 vittime.

Nonostante le migliaia di arresti, l’opposizione è tornata in piazza in tutto il paese contro il regime di Bashar al-Assad e puntuale è arrivata la repressione delle forze di polizia.

A Homs i carri armati hanno preso posizione in diversi punti strategici della città e le forze dell’ordine invitano i cittadini a non scendere in strada. Testimoni descrivono Deraa, come una città ancora sott’assedio.

A Banyas e Aleppo si sono tenuti dei cortei contro il governo nonostante la minaccia delle armi.

Secondo attivisti per la difesa dei diritti umani, dall’inizio delle repressioni, un mese e mezzo fa, oltre 550 civili sono stati uccisi e circa ottomila persone sono state arrestate o risultano disperse. Tra loro il noto oppositore Riad Seif, ex parlamentare e imprenditore, arrestato a Damasco.

Alcuni testimoni riferiscono che i miliziani del regime controllano i minareti di tutte le moschee, per evitare che siano usate per incitare la folla a manifestare.