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Londra 7 luglio 2005: il verdetto

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Londra 7 luglio 2005: il verdetto

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Gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra restano i più sanguinosi tra quelli avvenuti sul suolo britannico. Le bombe, fatte esplodere su tre treni della metropolitana e un autobus, causarono 52 morti e più di 700 feriti.

Le famiglie chiesero l’avvio di un’indagine giudiziaria, per determinare le circostanze della morte dei loro cari dopo le accuse rivolte ai servizi d’intelligence e di soccorso.

All’avvio dell’inchiesta ecco la domanda che

tormentava il padre di David Foulkes, morto nell’attentato di Edgware Road: “Vorrei vedere le persone dei servizi d’intelligence che mi hanno mentito, che mi hanno ingannato dicendomi che non sapevano nulla degli attentatori, mentre noi sappiamo che erano sotto la sorveglianza di un’intera squadra. Perché mi hanno mentito? Perché sono venuti a casa mia e mi hanno detto che non potevano impedirlo?”.

In effetti il capo dei 4 kamikaze, Mohamed Sidique Khan, che vediamo in questo video diffuso da Al Jazeera, era sorvegliato da agenti dell’ MI5 che in seguito l’avevano abbandonato invocando una carenza di uomini e il fatto che non era in cima alla lista di sospetti.

L’inchiesta ha concluso che sarebbe stato tecnicamente possibile risalire ai contatti dell’uomo ma solo con risorse e tempi illimitati. Difficile dunque per i servizi segreti.

Per il futuro il giudice ha raccomandato all’intelligence britannica di individuare meglio i bersagli e di rivedere le procedure. Il giudice ha anche chiesto più rapidità nelle comunicazioni tra i servizi d’emergenza e la metropolitana di Londra, e una migliore formazione del personale delle ambulanze in modo che sappia come intervenire in caso di incidenti con più vittime.