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Libia: ancora combattimenti a Zintan e Misurata

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Libia: ancora combattimenti a Zintan e Misurata

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I ribelli libici resistono a Zintan, assediata e bombardata senza tregua dalle truppe di Muammar Gheddafi. E si combatte anche a Misurata, mentre i raid della coalizione hanno messo Ko il quaranta per cento delle forze del rais.

Ma non sono bastati insieme a no-fly zone, sanzioni e fondi congelati, a fermare un conflitto che allarga pericolosamente i suoi confini: Dehiba, città tunisina di frontiera, è stata raggiunta da più di una dozzina di colpi di mortaio.

A Bengasi, bastione della rivolta, arrivano anche i libici residenti all’estero per dare una mano a liberare il paese dal regime di Gheddafi.

E si combatte anche a livello diplomatico: la Francia ha dichiarato persone non grate 14 ex diplomatici libici.

Mosca e Pechino, preoccupate, chiedono il cessate il fuoco e avvertono: “Per quanto riguarda eventuali interventi terrestri in Libia, attraverso il Consiglio di sicurezza dell’Onu, la risoluzione 1973 già adottata esclude direttamente e inequivocabilmente una tale possibilità”.

A Tripoli, l’assemblea delle 850 tribù libiche propende per il dialogo, pur confermando il sostegno a Muammar Gheddafi e chiedendo la fine dei bombardamenti Nato e il disarmo dei ribelli, che dal canto loro rispondono: siete al soldo del rais.