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Austerity: l'altra faccia del prestito spaventa il Portogallo

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Austerity: l'altra faccia del prestito spaventa il Portogallo

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Il Portogallo trema per la contropartita d’austerity con cui dovrà pagare il piano d’aiuti internazionale.

Un programma che i responsabili europei hanno presentato come “duro, ma necessario e giusto” e che la popolazione accoglie con allarme.

Tra i meno giovani, c‘è chi preferirebbe non assistere a quest’ennesimo giro di vite e si allarma soprattutto per le nuove generazioni. Se altri lamentano che a pagare sia sempre la povera gente, non manca chi fa appello al sarcasmo, parlando di “dazio” per vivere in Portogallo, e proponendo di versare un premio ai politici per i sacrifici imposti alla popolazione.

Il piano di aiuti ammonterà a 78 miliardi di euro. Memori delle dimissioni con cui il precedente governo ha pagato il voto su ulteriori misure d’austerity, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno richiesto all’esecutivo che risulterà dalle elezioni del prossimo 5 giugno l’impegno a proseguire nella riduzione del deficit.

“Nell’attuale campagna elettorale – ha auspicato il numero uno della delegazione di Bruxelles, Jürgen Kröger – dovrebbe essere chiaro che il prossimo governo dovrà assumersi la responsabilità del programma e portarne avanti le misure”.

Mentre 12 miliardi del prestito saranno destinati a rilanciare il settore bancario, i principali tagli si abbatteranno su pensioni superiori ai 1.500 euro, spese sanitarie e sussidi per la disoccupazione.