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Attentati di Londra: scagionati soccorritori e MI5

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Attentati di Londra: scagionati soccorritori e MI5

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Soccorritori e uomini dell’intelligence britannici scagionati dalle accuse di negligenza durante gli attentati del 7 luglio del 2005 a Londra.

Heather Hallett, il giudice che ha condotto l’inchiesta avviata lo scorso ottobre su richiesta dei familiari delle vittime ha concluso che il numero di vittime, 52, non si sarebbe potuto evitare, indipendentemente dal tempo impiegato dai soccorritori per raggiungere le stazioni di metropolitana colpite dai quattro kamikaze. Nove le raccomandazioni della Hallett affinché in futuro si evitino vittime in caso di un eventuale attacco terroristico.

“Accetto le sue conclusioni per quanto riguarda la maggior parte delle questioni che conosco nei dettagli, mentre sulle altre non posso fare commenti”, dice Tim Coulson, sopravvissuto agli attentati. “In particolare ritengo importante la conclusione che le vittime non sono il risultato del modo in cui i soccorritori hanno gestito l’emergenza”.

“Secondo me è necessaria un’indagine pubblica, perché quella che è stata condotta aveva un raggio d’azione limitato”, afferma Marie Fatayi-Williams, madre di una vittima. “Il giudice Hallett ha fatto un ottimo lavoro, ma occorre ancora fare il necessario”.

Secondo l’inchiesta non esistono prove che l’MI5, i servizi segreti interni, abbiano fallito nell’impedire gli attentati. Tuttavia il giudice Hallett ha criticato l’intelligence esortandola a modificare alcune procedure.