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Macedonian Life: l'economia motore del paese

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Macedonian Life: l'economia motore del paese

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L’orizzonte puntellato di cantieri e gru in azione è il segno piu’ vistoso delle trasformazioni in atto nell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. In questa seconda puntata cercheremo di capire meglio le linee guida del cambiamento in atto e le sfide economiche a cui i macedoni sono confrontati

Come successo altrove i macedoni hanno dovuto fare i conti con gli effetti della crisi finanziaria mondale. I leader politici ostentano ottimismo e assicurano che la ripresa è in corso. Si è deciso di aumentare la spesa pubblica per stimolare un economia in difficoltà.

Il ministro delle finanze Zoran Stavreski spiega:

“Nella legge di bilancio 2011 abbiamo aumentato le spese del 30% rispetto all’anno precedente. E’ stata una scelta politica presa per stimolare l’economia interna, in particolare il settore industriale e delle costruzioni e per rimediare al calo della domanda esterna frutto della crisi”

Il governo punta per quest’anno su un aumento del PIL pari a tre punti percentuali. Ma lasciarsi alle spalle i problemi e i ritardi eredità dei turbolenti anni che hanno sconvolto i Balcani non è stato facile.

Ci siamo recati nei laboratori del gruppo chimico Alkaloid, fiore all’occhiello dell’economia nazionale, capace di competere sul mercato mondiale con prodotti cosmetici e farmaceutici frutto di una ricerca di alto livello.

Gli esperti che analizzano e confrontano dati e tendenze concordano nell’affermare che il problema principale da affrontare è quello della disoccupazione. Occorre, a loro avviso, creare una robusta struttura produttiva che sia in grado di creare posti di lavoro

Oltre a far parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio il paese si è ufficialmente candidato ad entrare nell’Unione Europea. Per allinearsi agli standard comunitari sarà cruciale avviare profonde riforme legislative e finanziarie.

Secondo gli analisti per creare un mercato dinamico è necessario creare una forza lavoro altrettanto dinamica e preparata. Perchè questo avvenga ci vogliono programmi e condizioni precise

L’educazione e la formazione costituiscono in quest’ottica un elemento centrale. Alle nuove generazioni vanno forniti gli strumenti adatti per competere sul mercato globalizzato. Occorre anche arginare la fuga dei giovani cervelli che partono all’estero in cerca di lavoro

Sentiamo il professor Radmil Polenakovik dell’Università dei santi Cirillo e Metodio:

“Per poter arginare la fuga dei cervelli, perché occorre dirlo: i giovani più brillanti lasciano il paese a causa della mancanza di posti di lavoro, dobbiamo puntare a stimolare l’imprenditorialità. Spiegare ai nostri studenti che debbono prendere il loro avvenire in mano. Il futuro della Macedonia non può che essere questo”

Mentre si tenta si favorire l’emergere di imprese locali capaci di offrire impieghi ai giovani macedoni, si fanno sforzi anche per attirare capitali e investimenti dall’estero

Sono stati creati dei poli industriali proprio con questo obiettivo. Poli industriali che offrono condizioni fiscali favorevoli, meno burocrazia e incentivi

Viktor Mizo, amministratore delegato di Invest Macedonia:

“Attrarre investimenti è diventato estremamente difficile. C‘è una competizione generalizzata su questo terreno tra i diversi paesi specialmente auelli dell’Europa dell’est e centrale. Alcuni di questi paesi fanno parte dell’Unione Europea. Noi possiamo giocarcela offrendo un piu’ basso costo del lavoro, ma anche mettendo in piedi le necessarie infrastrutture”

La britannica Johnson Matthey, azienda leader nel settore delle tecnologie per il controllo delle emissioni inquinanti ha fatto da apripista. In Macedonia ha trovato condizioni vantaggiose per il proprio business e produce qui i suoi impianti catalitici. Le autorità locali incrociano le dita e sperano che altre compagnie possano seguire il suo esempio.