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I portoghesi vogliono spiegazioni su piano di salvataggio

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I portoghesi vogliono spiegazioni su piano di salvataggio

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Lisbona ha raggiunto un accordo con Unione europea, BCE ed FMI per il piano di salvataggio, ma i portoghesi ora vogliono conoscere le conseguenze sul loro portafoglio. La notizia è su tutti i giornali lusitani: 78 miliardi di euro in 3 anni per uscire dalla crisi, con l’obiettivo di portare il rapporto deficit/Pil sotto il 3 percento nel 2013.

José Socrates – primo ministro dimissionario a causa della bocciatura in Parlamento dei suoi piani di austerità – è ottimista: “Ho sempre considerato la richiesta di aiuto esterno come ultima spiaggia – ha detto -. Ma non prendere questa decisione implica rischi che il Paese non può permettersi”.

Dopo Grecia e Irlanda, il Portogallo è il terzo Paese europeo a chiedere aiuto finanziario. Molti cittadini, a Lisbona, non condividono l’ottimismo di Socrates:

“Non ha spiegato quale sarà il prezzo da pagare per noi – dice un abitante della capitale -. Ha solo parlato degli aspetti positivi, non ha accennato alle implicazioni sulle tasse”. “Credo che il primo ministro abbia solo detto quello che faceva comodo a lui, le cose migliori – dice una donna -. Ha detto che il Fondo Monetario Internazionale si esprimerà a giorni. Allora emergeranno gli aspetti negativi”.

L’iter del piano di salvataggio è ancora lungo, e in mezzo ci sono le elezioni anticipate del 5 giugno. Il 17 maggio è prevista l’approvazione dell’Ecofin. Ma da aggirare c‘è lo scoglio finlandese.