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Fatah-Hamas: accordo fatto, ma il cammino è in salita

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Fatah-Hamas: accordo fatto, ma il cammino è in salita

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La riconciliazione tra Fatah e Hamas è formalmente siglata, ma ricomporre una frattura di 4 anni appare tutt’altro che scontato. La cerimonia di ufficializzazione dell’accordo, in Egitto, fa presagire un cammino in salita. È iniziata in ritardo, i due leader non hanno condiviso il podio, e nemmeno firmato simbolicamente alcun documento.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha tuttavia annunciato che la pagina della divisione è stata per sempre voltata: “Quattro anni bui hanno avuto pesanti ripercussioni sui palestinesi. Ora ci incontriamo per sancire la nostra volontà di unità”.

L’accordo prevede prima di tutto la formazione di un governo unitario con personalità indipendenti. La prossima settimana Abbas incontrerà i leader palestinesi per discutere di come implementare gli obiettivi stabiliti. “A nome di Hamas, e forse anche di tutte le fazioni che siano pronte a farlo – ha detto il leader di Hamas Khaled Meshal -, annuncio che siamo pronti a pagare ogni prezzo per completare la riconciliazione e per trasformare l’accordo in realtà”.

Difficile stabilire di quale prezzo si tratti. Sulla carta ci sono obiettivi concreti. Nel concreto, ci sono ancora tanti nodi da sciogliere, come sottolinea il nostro corrispondente al Cairo Mohamed Elhamy: “Implementare i punti dell’accordo palestinese nel futuro immediato sembra essere il compito più arduo per Fatah e Hamas. L’importanza della riconciliazione risiede tuttavia nella capacità di unificare i palestinesi per preservare il sogno di uno stato unitario, nello scenario odierno del mondo arabo e di tutta la regione”.