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Yemeniti divisi su uccisione Osama. Afghani, via le truppe

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Yemeniti divisi su uccisione Osama. Afghani, via le truppe

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Il governo yemenita esulta per l’uccisione di bin Laden. Ma il paese, teatro negli ultimi mesi di una violenta repressione contro l’opposizione al regime guidato da Ali Abdullah Saleh, è spaccato nel giudicare la sorte riservata allo sceicco del terrore.

I ribelli antigovernativi rischiano di dividersi a vantaggio dell’esecutivo che cerca di gettare sui manifestanti l’ombra del terrorismo.

“È una beffa per gli arabi, questo dimostra che non abbiamo voce in capitolo e non siamo rispettati – è il commento di un giovane yemenita in merito alla sorte riservata al cadavere di Osama bin Laden -L’Arabia Saudita dovrebbe esigere il suo corpo perché era di nazionalità saudita”.

“C‘è tristezza per la sua morte – dice una giovane donna intervistata al mercato – Ma ha fatto cose terribili, e dico che meritava di morire mille volte, non una”.

Un esponente della cellula yemenita di al Qaeda ha confermato la morte di bin Laden, sottolineando che rappresenta “una catastrofe” per la rete estremista.

L’Afghanistan, invece, si interroga se abbia più senso la presenza delle truppe straniere. Dopo la notizia della morte del nemico numero uno, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha confermato che la guerra ai teleban prosegue.

“Osama bin Laden è stato trovato dagli americani in Pakistan e la povera gente continua a essere uccisa dai bombardamenti in Afghanistan – dice un edicolante afghano – Il governo dovrebbe chiedere perché la NATO bombarda l’Afghanistan, se il terrorista è stato trovato in Pakistan”.

Intanto, un attentatore suicida si è scagliato con una moto imbottita di esplosivo contro un convoglio delle forze di sicurezza nella provincia di Helmand. Un agente di polizia è morto, un bambino è rimasto ferito.