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Obama vincitore? "il suo futuro legato a politica economica"

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Obama vincitore? "il suo futuro legato a politica economica"

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Euronews ha intervistato TJ Winnick di ABC, un affermato giornalista americano.

Robert Hackwill, euronews:
Questa è una grande vittoria per gli Stati Uniti nella guerra contro al Qaeda. Al di là delle scene iniziali di giubilo, qual è la sensazione tra gli americani, in particolare attorno a Ground Zero, rispetto a questo “risultato epocale”, come lo ha definito l’ex presidente Bush?

TJ Winnick:
“Certamente la gente qui a Ground Zero sa che questo è un momento simbolico importante, ma è anche consapevole che la lotta contro il terrorismo non si esaurisce con la morte di Osama bin Laden. Sanno che ci sono molti dei suoi discepoli, che ancora vogliono di portare la guerra agli Stati Uniti e in realtà la più grande minaccia presa in considerazione dal dipartimento di sicurezza interna e dall’Fbi è rappresentata dal radicalismo interno, gente che è dentro i nostri confini in questo momento”.

euronews:
Nel suo discorso alla nazione, il presidente Obama ha segnalato che questo è il risultato di un paese che esce dal declino. Può essere la chiave della sua campagna di rielezione. Questa situazione rappresenta un vantaggio per Obama?

TJ Winnick:
“Questo è ancora da vedere. Non c‘è stato un sondaggio sul gradimento verso il presidente da domenica notte, ma sicuramente la politica estera è considerata un punto debole di questo presidente. Credo che dovremmo guardare al 1991 per capire meglio, quando l’ex presidente Bush cavalcava una grande ondata di popolarità dopo il successo della prima Guerra del Golfo, però dopo fu sconfitto da Bill Clinton che seppe approfittare del cattivo andamento dell’economia in quel momento. Personalmente continuo a credere che le sue fortune siano legate alle sorti dell’economia degli Stati Uniti”.

euronews:
Ritieni che molti ora pensino, ‘Beh, è ​​la guerra al terrorismo è finita, possiamo lasciare l’Afghanistan, tutto va bene ora’?”

TJ Winnick:
“Beh, come ho già detto credo che la percezione della gente sia che la guerra al terrore non finisca con Osama bin Laden, sempre di più negli ultimi mesi è stato chiesto ai politici di tirare fuori gli Stati Uniti dall’Afghanistan, o almeno mettere in discussione ciò che in realtà stiamo facendo lì e penso che con il fatto di aver preso Osama bin Laden si aggiungerà benzina sul fuoco, argomenti del tipo: il nostro lavoro è fatto e forse dovremmo andare via dall’Afghanistan, restare fuori dai confini, magari limitandoci ai bombardamenti aerei o cose del genere, senza avere tante forze di terra in quel paese”.