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Esperti Usa a caccia di informazioni nel covo di Osama

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Esperti Usa a caccia di informazioni nel covo di Osama

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Il compound dove è stato ucciso Osama bin Laden, il giorno dopo il raid statunitense. Nella villa fortezza di Abbottabad, in Pakistan, sono stati trovati il pc, dischi, memorie, materiale elettronico. Una miniera d’oro che aspetta solo di essere analizzata dagli esperti. Le animazioni raccontano l’operazione messa in atto dai Navy Seals, un’operazione il cui scopo doveva essere quello di catturare bin Laden: “Eravamo sicuri che avrebbe posto resistenza all’arresto – dice il consigliere antiterrorismo di Obama John Brennan -, confidavamo comunque di riuscire a catturarlo”.

Per saperne di più…

Sulla localizzazione di bin Laden in un lussuoso nascondiglio a due ore a nord di Islamabad e la sua conseguente uccisione restano da chiarire ancora importanti dettagli. Così come sulla procedura, avvolta da un giallo, che ha portato al rilascio del suo cadavere nel Mar Arabico da una portaerei statunitense. Un video sarà presto reso pubblico: “La sepoltura di bin Laden è stata fatta seguendo i precetti e le pratiche islamiche – spiega Brennan -. È stata preparata in base a quanto prevede l’Islam”.

Intanto ci si concentra nei reperti rinvenuti al compound. Forse aiuteranno a capire come bin Laden sia potuto sfuggire a Washington per tutti questi anni: “Credo sia inconcepibile pensare che bin Laden non abbia avuto una rete di supporto in Pakistan – dice Brennan – in grado di permettergli di restarvi per un periodo così lungo”.

Per Obama l’eliminazione del nemico numero uno degli Stati Uniti rappresenta una vittoria. Ma da tenere in conto ci sono anche i rapporti con il Pakistan il cui coinvolgimento nell’operazione si delinea tra conferme e smentite. Il rischio di nuovi attriti è reale.

Storia di Bin Laden: il nemico numero 1 degli Usa