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Atene no alla ristrutturazione del debito

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Atene no alla ristrutturazione del debito

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Ad Atene una volta tanto sono tutti d’accordo sulla necessità di non chiedere la ristrutturazione del debito. A cominciare dal ministro delle finanze George Papaconstantinou secondo cui un’eventuale ristrutturazione del debito ellenico sarebbe un grave errore, con enormi costi senza alcun beneficio.

Il problema, e di taglia, che la delegazione del Fondo Monetario Internazionale giunta ad Atene per discutere della seconda tranche del prestito concesso a gennaio, non la pensano proprio cosi.

Le cifra parlano da sole. A fronte di un deficit pari al 15,4% del prodotto interno lordo ellenico grazie ad una serie di misure dracononiane é sceso dal 10,5% nel 2011 e nelle migliore delle ipotesi, il tasso debito-pil dovrebbe, il condizionale é d’obbligo, scendere al 7,4% al termine del 2011. Senza dimenticare che, sempre secondo il ministro delle finanze elleniche, se la ristrutturazione del debito prendesse forma la Grecia non avrebbe più accesso ai mercati per i prossimi 10-15 anni visto i costi esponenziale dell’emissione di bond.

Ad Atene intanto entro il prossimo mese di settembre l’esecutivo presenterà un nuovo progetto di riforma fiscale