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Osama Bin Laden, martire o trofeo?

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Osama Bin Laden, martire o trofeo?

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Osama Bin Laden, indubbiamente l’uomo più ricercato negli ultimi anni, rappresenta per Barack Obama una vittoria politica.

Ma c‘è il rischio che diventi un martire?

Da alcuni anni Al Qaida, sembra indebolita dal punto di vista militare. Dal 2005 non riesce a compiere attacchi in Occidente. Ma anche sul piano ideologico, appare meno potente.

Le rivoluzioni nei paesi arabi, per chiedere democrazia e i diritti umani, sono state realizzate nel rifiuto della violenza e del terrorismo. La lotta contro i dittatori si svolge nelle piazze.

Al posto di costruire un Grande Califfato, come quello sognato da Osama Bin Laden, le popolazioni arabe aspirano a vivere in società moderne e civilizzate. Uno smacco per Al Qaida, che vede i cittadini mobilitarsi e vincere con la forza della protesta per dare spallate definitive alle dittature.

Ma la rete di Al Qaida resta una minaccia, soprattutto a causa dei gruppi che si annidano nelle regioni periferiche: come in Iraq, dove esiste dal 2004, o nell’Africa Subsahariana, presente dal 2007 e poi il gruppo più pericoloso di tutti: quello nella penisola araba, attivo dal 2009.

Nella nebulosa terrorista, la cellula yemenita è la più attiva, anche se fino ad ora non ha scatenato grossi attacchi dall’inizio delle proteste contro il presidente Ali Abdullah Saleh.

Anche per gli Stati Uniti il gruppo yemenita resta una minaccia pendente.

La cellula terrorista ha compiuto diversi attacchi, finora tutti sventati, tra cui quello dello scorso ottobre.

Due pacchi bomba, erano stati spediti dallo Yemen verso gli Stati Uniti. Sono stati intercettati nel corso dei controlli a Dubai e in Gran Bretagna.