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Libia: porto Misurata in fiamme, attaccate ambasciate

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Libia: porto Misurata in fiamme, attaccate ambasciate

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Almeno 2 ribelli morti e il porto di misurata in fiamme mentre un vice-ministro libico si scusa con i Paesi europei le cui ambasciate sono state date alle fiamme a Tripoli.

Il vortice di violenza non si ferma in Libia dopo che il regime di Tripoli ha annunciato l’uccisione di Saif, uno dei 6 figli del Colonnello Gheddafi e di 3 nipoti nel bombardamento della Nato.

Un evento non confermato dai vertici dell’Alleanza Atlantica indicata dal governo libico come responsabile. Un evento che ha innescato la violenza: le ambasciate italiana, britannica e il dipartimento commerciale e per gli affari consolari statunitense sono stati distrutti.

La tv di Stato ha mostrato dei corpi, non identificabili, descritti come quelli del figlio e dei nipoti del raìs, vittime dei bombardamenti Nato. Nell’abitazione del figlio di Gheddafi sarebbe stato presente anche il Colonnello con la moglie che sarebbero rimasti tuttavia illesi. L’edificio mostrato dalla tv libica è appare completamente distrutto.

La Nato smentisce di aver mirato un sito civile e afferma di avere invece bombardato un posto di comando militare.