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Cina: parte maxi-campagna contro il fumo

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Cina: parte maxi-campagna contro il fumo

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Fumatori attenti. Anche se siete milioni.

La Cina ha deciso di indurire la legislazione sul divieto di fumare nei luighi pubblici. Niente a che vedere con le misure severissime ormai in vigore in numerosi paesi occidentali ma si tratta comunque di un passo avanti rimarchevole e forse di una rivoluzione culturale numero due.

“Sono un tabagista incallito e morirei se dovessi smettere. Fumare è anche un modo di socializzare e di fare affari. Offrire una sigaretta a qualcuno è un atto di cortesia nella nostra cultura”

“Chi fuma nei locali chiusi dovrebbe pensare ai bambini e alle donne incinte. Sono le prime vittime del fumo passivo”

Opinioni discordanti. Sono 350 milioni i fumatori in Cina in stragrande maggioranza maschi. La produzione di sigarette è un business fiorente e le sigarette made in China contengono tassi di sostanze cancerogene molto elevati.

La svolta repressiva è cominciata negli aeroporti.

“Cerchiamo di sanzionare chi fuma nelle hall e nelle sale d’aspetto ma c‘è chi reagisce con insofferenza e aggressività. Per trasformare quest’abitudine ci vorrà tempo” spiega un poliziotto e le sue parole sono avvalorate dalla scenetta che vediamo. Un alterco non proprio. In Cina i fumatori per ora non intendono rinunciare al loro vizio