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Siria: al via sanzioni USA. Sì preliminare anche da UE

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Siria: al via sanzioni USA. Sì preliminare anche da UE

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Dopo la carneficina di venerdì che, secondo gli attivisti, ha fatto più di 60 vittime in tutto il Paese, gli Stati Uniti danno il via alle sanzioni contro Damasco. Ad essere colpiti Maher Assad, fratello del presidente e comandante della divisione dell’esercito accusata di aver commesso atrocità durante le manifestazioni a Daraa; Atif Najib, cugino di Bashar al-Assad e capo dell’ufficio politico per la sicurezza nella provincia meridionale; Ali Mamluk, capo dell’intelligence siriana.

Hillary Clinton ha dichiarato in conferenza stampa: “Le sanzioni annunciate oggi hanno lo scopo di dimostrare al governo siriano che dovrà rendere conto del suo comportamento e delle sue azioni, e che deve cominciare a prendere provvedimenti per rispondere alle legittime aspirazioni del suo popolo e rispettarne i diritti”.

Dopo Washington anche l’Unione Europea ha raggiunto a fatica un accordo preliminare per un pacchetto di sanzioni, tra cui l’applicazione al più presto possibile di un embargo sulla fornitura di armi alla Siria.

“A questo punto qui c‘è un comportamento doppio. Abbiamo agito in Libia, perché abbiamo potuto. Ma non lo stiamo facendo in Siria allo stesso modo, semplicemente perché opzioni militari non sono applicabili in un posto come la Siria”: è il commento di Brian Katulis, analista di politica estera del Center for American Progress, think tank vicino a Barack Obama.

È chiaro che l’intervento in Siria porterebbe con sé il pericolo di una serie di reazioni a catena nell’incandescente regione meriorientale.