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"La monarchia è morta, viva la monarchia"

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"La monarchia è morta, viva la monarchia"

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Repubblicani di tutto il mondo unitevi.

Il matrimonio di william e Kate non poteva essere occasione più ghiotta per dare voce alla causa repubblicana.

Non tutti seguiranno il matrimonio del secolo, non questo giovane, antimonarchico fino al midollo.

“È tutto così confuso, i reali dovrebbero investire i propri averi nei sudditi, dare a noi nuove opportunità lavorative”.

Militanti della causa di tutta Europa, contrari all’etichetta di suddito di sua maestà, si sono dati appuntamento a Londra per manifestare proprio questo 29 aprile.

“Non sono un monarchico, anzi mi colloco agli antipodi”.

“Perché?”

“Di questi tempi penso sia demodé, i costi eccedono le entrate che la casa reale può generare”.

“È un bene per il fasto, le cerimonie. È positivo per il turismo, si produce e si vende ogni sorta di gadget. Ma sul posto dei reali nella società non so cosa dire”.

Le nozze di Carlo e Diana resteranno irraggiungibili, la fiaba degli anni Ottanta non è destinata a ripetersi.

Come ci spiega questo giornalista del Gardian:

Stephen Bates, editorialista del Gardian:

“Negli ultimi 30 anni,la fiaba ha perso il suo smalto e l’immagine non è tutto, oggigiorno si bada molto di più alla sostanza”.

Tre britannici su quattro sono favorevoli alla monarchia ma qualcosa cambierà: è la previsione di questa blogger.

Tessa Mayes, cineasta e blogger:

“Non penso sia democratico avere prerogative reali, che possono essere usate da un gruppo senza consultare il parlamento. Il parlamento ci rappresenta tutti. Se qualcosa cambierà, dovrà comunque cambiare dopo che il popolo e i suoi rappresentanti sono stati consultati , e non perché lo voglia il rappresentante di una famiglia, famiglia cui appartiene il Capo dello stato. Non è un bene in una moderna democrazia”.

Facile a dirsi, meno facile a realizzarsi.

Stephen Bates, editorialista del Gardian:

“È assolutamente anti-democratico, ma non c‘è una volontà democratica per cambiare il sistema al momento”.

Sulle rive del Tamigi tutti sono d’accordo, la monarchia britannica ha ancora lunga vita davanti a sé.