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Misurata, fuoco sul porto. Le forze filo-Gheddafi intensificano la pressione

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Misurata, fuoco sul porto. Le forze filo-Gheddafi intensificano la pressione

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L’esercito libico ha intensificato gli attacchi sulla città di Misurata. Nel mirino delle forze fedeli a Gheddafi il porto, che da stamane è in fiamme.

Dopo una frettolosa ritirata, le truppe hanno ricominciato il martellamento, che di fatto ha paralizzato le attività dello scalo, finora aperto a convogli con aiuti umanitari.

Sono ormai più di otto settimane che l’accesso a Misurata, che sorge a 200 chilometri dalla capitale Tripoli e principale sbocco a mare per i ribelli, viene impedito dalle forze filo-Gheddafi.

Sul piano politico si registra una nuova iniziativa dell’Unione africana per un cessate il fuoco e l’avvio di negoziati, ma nè la coalizione occidentale nè i ribelli paiono disponibili a fermarsi prima di aver rivesciato il regime.

In questa direzione va anche un documento firmato da 61 capi tribù libici, che si schierano contro il colonnello Gheddafi e a favore di una Libia unita.

Il testo, redatto a Bengasi il 12 aprile scorso, è stato reso noto in Francia dal filosofo Bernard Henri Levi sul suo sito web.