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Ipotesi class-action. Sony trema dopo il furto di dati

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Ipotesi class-action. Sony trema dopo il furto di dati

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Rabbia, minacce di boicottaggio di massa e ripercussioni economiche potenzialmente incalcolabili. Mentre gli appassionati denunciano il tradimento, la breccia nel sistema informatico della Playstation Network rischia di costare a Sony cifre da capogiro.

Avvenuto una settimana fa, il possibile furto di dati personali e delle carte di credito dei 77 milioni di utenti della piattaforma di gioco online fa ipotizzare negli Stati Uniti il ricorso a una class-action.

“Per i primi tre giorni non ho neanche capito cosa stesse accadendo – dice uno scoraggiatissimo giocatore -. Non capivo se fossero oggetto di un attacco informatico o se avessero sospeso il servizio. Sono dovuto andare sul loro blog per provare a capirci qualcosa”.

Bloccare le carte di credito e cambiare le password delle email il primo suggerimento di Sony Italia al milione e mezzo di utenti italiani a rischio. Ma a tremare è tutto il mercato.

“Per quanto riguarda la gestione dei propri dati personali – dice l’esperto di branding Jonathan Gabay -, credo che la gente si stia ora interrogando sull’affidabilità di tutte le marche e di tutte le compagnie. E parlo di ogni settore… E’ una situazione con cui dovremo fare i conti”.

La portata dell’attacco fa ipotizzare l’intervento di centinaia o migliaia di hacker. Negli scorsi mesi intervenuti contro Visa e Mastercard e ora sospettati per aver giurato guerra anche a Sony, i pirati informatici di Anonymous hanno tuttavia negato ogni coinvolgimento.