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Yemen, piazze ancora piene. Il piano di pace non convince i manifestanti

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Yemen, piazze ancora piene. Il piano di pace non convince i manifestanti

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Le urla di protesta sono state spezzate dagli spari dei cecchini. Secondo testimoni, a Taez, 200 km dalla capitale Sanaa, spari provenienti dai tetti hanno ucciso un ragazzo e ferito un’altra decina di persone.

Intanto i partiti anti-governativi, il cosiddetto “Fronte comune”, ha dato l’assenso al piano di pace delineato dal Consiglio di cooperazione del Golfo. Ma il malcontento della piazza non sembra rassicurato, l’accordo prevede infatti che il contestato presidente Saleh rimanga al suo posto ancora per un mese:

“Non ci importa – dice una donna scesa in paizza – dell’accordo. Questa è una rivoluzione dei giovani, non abbiamo nulla da spartire con i partiti. Se accetteranno permetteranno al presidente di restare ancora un mese. Ma se non lascerà immediatamente noi marceremo fino al suo palazzo. Saleh non capisce il nostro messaggio: noi yemeniti siamo pronti a morire per lo Yemen”.

E’ in effetti reale il rischio di uno scollamento tra manifestanti e partiti di opposizione, chiamati a partecipare ad un governo di transizione, secondo quanto prevederebbe il piano di pace. Altra incognita dell’avviato tentativo di mediazione è la dipartita di Saleh, al potere da 32 anni: sarà difficile convincerlo a lasciare.