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Summit Italia-Francia: ripristino frontiere in caso di crisi

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Summit Italia-Francia: ripristino frontiere in caso di crisi

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Ripristino delle frontiere interne in caso di difficoltà eccezionali: è questa la posizione espressa da Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi in una lettera inviata all’Unione Europea, al termine del 29esimo summit franco-italiano.

Il presidente francese incassa a Roma il consenso del governo italiano per una riforma della clausola di sopensione degli accordi di Shengen in senso più restrittivo.

“Abbiamo parlato di Shengen: nessuno di noi vuole negare e abolire l’accordo, ma in circostanze eccezionali crediamo debbano esserci variazioni a cui abbiamo deciso di lavorare insieme’‘, ha dichiarato il Presidente del Consiglio.

“Vogliamo che Shengen viva, ma perché viva deve essere riformato”, ribadisce Nicolas Sarkozy.

Nel documento Italia e Francia chiedono un riesame delle condizioni per il blocco della libera circolazione, oggi applicato in caso di eventi che minacciano la sicurezza pubblica, per un periodo massimo di 30 giorni rinnovabili, e applicato ad esempio per il G8. Si afferma poi la necessità di un rafforzamento di Frontex, l’agenzia che controlla le frontiere esterne dell’Unione.

A Ventimiglia un immigrato mostra con orgoglio uno dei biglietti che gli ha pagato la Protezione Civile italiana, dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo: “È un biglietto Roma-Ventimiglia, sai quanto costa? 120 euro, ma per me è gratuito”.

In attesa di ricevere la missiva di Berlusconi e Sarkozy, la Commissione europea ha già fatto sapere, attraverso il suo portavoce, di essere disponibile a “ridefinire le condizioni eccezionali” per la sospensione temporanea di Shengen. Alcune proposte saranno formulate il prossimo 4 maggio.