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L'Ucraina non rinuncia al nucleare, nonostante Chernobyl

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L'Ucraina non rinuncia al nucleare, nonostante Chernobyl

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Il venticinquesimo anniversario dell’incidente di Chernobyl cade in un momento particolare. Quanto è successo alla centrale di Fukushima ha risvegliato la paura del nucleare e qualcuno ha definito l’incidente in Giappone “la Chernobyl del ventunesimo secolo”.

Ma Michel Chouha, rappresentante dell’Istituto francese di radioprotezione e sicurezza nucleare e del gruppo franco-tedesco Riskaudit, invita a non generalizzare:

“Nel caso dell’incidente di Chernobyl, la causa iniziale era un errore umano, che è stato aggravato dal tipo di tecnologia del reattore. Nel caso di Fukushima la causa é stata una grava catastrofe naturale. Per quanto riguarda le conseguenze, quelle di Fukushima non sono paragonabili a quelle dell’incidente di Chernobyl.”

Nel sarcofago che fu collocato sul reattore si sono aperte crepe. La realizzazione di un’altra copertura è diventata urgente. Nel corso della conferenza del 19 aprile a Kiev, la comunità internazionale ha sbloccato 550 milioni di euro (cioè il 75% della somma necessaria per il nuovo sarcofago e le scorie), ma c‘è chi dubita che la misura progettata sia sufficiente.

“Questo nuovo sarcofago, che dovrebbe avere la forma di un arco – afferma Yuri Andriev, rappresentante dei soccorritori che intervennero all’epoca – verrebbe costruito con materiali troppo leggeri e fragili. Non risolveré i problemi principali: cosa fare con il combustibile e i materiali altamente radioattivi. Inoltre, il progetto è tecnicamente molto difficile da realizzare.”

Malgrado tutte le difficoltà che ancora oggi l’Ucraina deve affrontare per il disastro di Chernobyl, le autorità non rinunciano al nucleare. Oggi nel paese sono attive quattro centrali, con 15 reattori, e un’altra decina di reattori dovrebbe essere costruita nei prossimi due decenni.

“L’energia nucleare – sottlinea Michel Chouha – è un’energia potenzialmente pericolosa. E l’uomo, se vuole utilizzare questa fonte di energia, deve assolutamente saper prevedere i problemi che possono presentarsi e soprattutto prevenire incidenti gravi. Se non si fa questo, si è destinati sicuramente al fallimento”.