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Libia: via l'esercito da Misurata, ma arrivano le milizie tribali

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Libia: via l'esercito da Misurata, ma arrivano le milizie tribali

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Il ritiro dell’esercito di Gheddafi da Misurata ha lasciato qualche ora di respiro alla città che da quasi due mesi è teatro di combattimenti. Il tempo di far attraccare una nave carica di aiuti umanitari e lasciarla ripartire con un migliaio di persone: alcuni feriti, molti immigrati rimasti incastrati tra i due fronti.

“Sono successe molte cose, abbiamo sofferto molto a Misurata, a causa della guerra in corso, abbiamo sofferto molto”.

La nave li porta a Bengasi, da lì ripartiranno verso la frontiera egiziana e da lì nei Paesi d’origine. Un incubo che sta per finire:

“A Misurata è dura, una vita difficile. Davvero difficile. Non puoi dormire, non puoi mangiare, non puoi fare niente a Misurata. Potevamo solo piangere e urlare.”

Le truppe di Gheddafi si sono ritirate, al termine della più sanguinosa giornata di combattimenti – almeno 26 morti e un centinaio di feriti -.

A Bengasi è subito scattata la festa, ma le notizie da Misurata non sono rassicuranti: i soldati regolari sono stati prontamente sostituiti da milizie tribali, civili armati, la cui presenza renderà ancora più difficile l’intervento della NATO. Un drone americano ha distrutto una batteria lanciarazzi vicino a Misurata. Anche a Tripoli, ancora una notte insonne: in serata gli aerei della NATO hanno ripreso a colpire.