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Il Giappone commemora i morti e ringrazia Usa

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Il Giappone commemora i morti e ringrazia Usa

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Ancora in piena emergenza nucleare, un mese e mezzo dopo il terremoto e lo tsunami, il Giappone ricorda e commemora gli oltre 28 mila morti e dispersi.

Solo a Minamisanriku, cittadina di pescatori cancellata dalle onde, sono più di mille le vittime su una popolazione di circa 18 mila anime: “È difficile tenere duro”, racconta un giapponese, “per me che ho perso 10 membri della mia famiglia”.

Nella base statunitense di Tokyo, intanto, il ministro della difesa nipponico ha assistito a una decontaminazione e ringraziato personalmente per l’aiuto i 150 soldati in partenza che si sono detti pronti a tornare se necessario.

E mentre Tepco parla di tempi lunghi e pensa a muri sotterranei di 15 metri per evitare fughe di acqua contaminata, nella capitale migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per reclamare energie rinnovabili e fine del nucleare.

Ipotesi che non hanno ancora avuto risposte politiche. Eppure, stando ai sondaggi, il disastro ha incrinato le certezze anche del 41 per cento dei comuni giapponesi che ospitano o dovevano ospitare centrali nucleari.