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Yemen, parte dell'esercito si unisce alle proteste

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Yemen, parte dell'esercito si unisce alle proteste

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Un gruppo di soldati dell’esercito yemenita si è unito ai manifestanti nelle rivolte che da tre mesi scuotono il Paese. E nel giorno in cui negozi e attività commerciali hanno chiuso i battenti per protesta contro il governo, il Presidente Ali Abdullah Saleh ha accusato l’opposizione di trascinare lo Yemen in una guerra civile.

Giovedì scorso, le sei nazioni del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno presentato un piano di transizione in tre mesi: in cambio dell’immunità, il Presidente dovrebbe lasciare il posto al suo Vice e nominare un responsabile dell’opposizione che guidino il Paese a nuove elezioni. Un’iniziativa tiepidamente accolta da Saleh, ma inaccettabile per la piazza.

“Non c‘è modo che riesca a sfuggire ad un giudizio in Tribunale. Se pensa di restare al suo posto fino al 2013, se lo sogna! Lotteremo per questo, e se i giovani non faranno lo stesso, non li perdoneremo”.

“Se Dio vuole, tra una settimana sarà costretto a lasciare. Siamo qui con tutta l’energia che abbiamo, i giovani sono entusiasti, lo obbligheremo ad andarsene”.

All’indomani della presentazione del piano di transizione, il Paese ha risposto con la più grande manifestazione dall’inizio delle rivolte, e sembra voler continuare sulla stessa strada, con un’unica richiesta: che il Presidente sessantanovenne lasci il potere, nelle sue mani da 32 anni.